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    <title>Consapevolezza Sportiva: La Chiave per Conoscere Sé Stessi e Raggiungere il Successo</title>
    <link>https://www.myselfsport.com</link>
    <description>Chi sono come atleta? Chi voglio e posso diventare?

Queste domande fondamentali guidano ogni sportivo in un percorso di consapevolezza che va oltre la semplice concentrazione sul presente. Tuttavia, oggi molti atleti non si fermano a riflettere su di sé, spesso spinti da motivazioni esterne: aspettative di genitori, allenatori o il desiderio di riconoscimenti. Questo può portarli a operare "in automatico", rischiando di perdere di vista il loro vero potenziale.
La consapevolezza sportiva è un viaggio verso la conoscenza di sé. Significa esplorare abilità, punti di forza, debolezze e capire come questi influenzano la performance. Il primo passo? Conoscersi davvero.
Un aspetto cruciale è la consapevolezza emotiva: saper riconoscere e gestire le emozioni senza giudicarle, trasformandole in un alleato per la performance. Dare un nome alle emozioni e comprenderne l’impatto permette di rimanere concentrati anche nelle situazioni più difficili.
Allo stesso modo, la consapevolezza corporea è essenziale. Riconoscere</description>
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    <item>
      <title>Troppo Bravo per Vincere ?</title>
      <link>https://www.myselfsport.com/troppo-bravo-per-vincere</link>
      <description>A volte crescere educati, gentili e rispettosi è una forza…
ma nello sport può diventare una piccola gabbia invisibile.
Non perché c’è qualcosa di sbagliato: semplicemente perché in gara servono altre parti di noi</description>
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           Troppo bravo per vincere?
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Nella vita di tutti i giorni, essere persone corrette, rispettose, educate e attente agli altri non è solo un segno di maturità, spesso anche segno di gentilezza, delicatezza d’animo e capacità di osservare il mondo con sensibilità. Sono qualità preziose, che ci fanno crescere in modo armonioso e ci permettono di creare relazioni solide e affidabili.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Nello sport, talvolta, queste stesse qualità – quando si irrigidiscono o diventano un “modo di essere sempre e comunque” – possono trasformarsi in una gabbia invisibile. Non perché ci sia qualcosa di sbagliato nell’educazione ricevuta, anzi: spesso i genitori trasmettono ciò che hanno imparato e ciò che ritengono utile per la vita, con amore e buona fede. Può accadere, tuttavia, che un bambino molto rispettoso, molto attento a “fare bene”, cresca interiorizzando un modello di comportamento che nella quotidianità funziona, mentre nella performance rischia di diventare troppo stretto.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Gli atleti cresciuti così diventano profondi, affidabili, costanti: quelli “da spogliatoio”, di cui ti fidi e che come allenatore sei felice di portarti in trasferta. Quando arriva il momento della gara può succedere qualcosa di sottile: quel desiderio di essere corretti, gentili, “in equilibrio”, può trasformarsi in tensione.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
           Da dove nasce questa tensione?
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
           Nasce dal conflitto tra ciò che sentono dentro e ciò che credono di “dover” essere. Lo sport chiede presenza, istinto, spontaneità del corpo, libertà di sbagliare, libertà di spingere, libertà di occupare spazio. Se un atleta ha imparato fin da piccolo che la rabbia va nascosta, che occupare spazio è rischioso, che essere molto intensi può disturbare o incrinare le relazioni, allora, nel momento in cui dovrebbe attivarsi, il suo sistema interno va in tilt: una parte vuole fluire, l’altra vuole contenersi.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Qui nasce un altro malinteso importante: 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           la confusione tra aggressività sana e rabbia “negativa”
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           .
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
           Molti ragazzi crescono con una sorta di immagine stereotipata della rabbia: qualcosa da evitare, da soffocare, perché “non sta bene”, “non è educata”, “non è da bravi bambini”. Per questo, da adulti, fanno fatica a distinguere la rabbia distruttiva dall’aggressività funzionale, quella che nello sport non solo è utile, ma è proprio una fonte di energia, direzione e coraggio.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il passaggio chiave, quindi, è imparare a contattare questa energia interna senza spaventarsi, senza scambiarla per qualcosa di pericoloso. È un’abilità che si costruisce: sentire il corpo che si attiva, lasciare andare la tensione, usare il respiro, piccoli gesti, routine simboliche o rituali di concentrazione per entrare in quella presenza viva e piena che ti mette in gara “con te stesso”, prima ancora che con un avversario.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           L’educazione, la gentilezza e la misura restano qualità preziose, ma trovano il loro equilibrio quando riescono a convivere con grinta, coraggio e libertà. È questo il cuore della crescita personale e sportiva: riconoscere quando un tratto di sé è una risorsa e quando, invece, rischia di diventare un limite.
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
           Non si tratta di rinnegare la propria storia, né di cambiare ciò che di bello ci abita. Si tratta di integrarlo. Di includere nuove parti di sé – più vitali, più presenti, più autentiche – così da non essere semplicemente “corretti”, ma interi.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Nello sport, come nella vita, non vince chi è perfetto: vince chi è vivo.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/78b3a37d/dms3rep/multi/pexels-photo-5938153.jpeg" length="604764" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Mon, 24 Nov 2025 16:32:58 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.myselfsport.com/troppo-bravo-per-vincere</guid>
      <g-custom:tags type="string">adrenalina,comunicazione efficace in campo,portiere,mental training allenatori,calmasottopressione,sovraccarico emotivo,focus,Allenatore consapevole,allenamento mentale per allenatori,la fisiologia del portiere,attivazione</g-custom:tags>
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        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Depressione e Sport Agonistico: un avversario silenzioso</title>
      <link>https://www.myselfsport.com/depressione-e-sport-agonistico-un-avversario-silenzioso</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           Depressione e sport agonistico: un avversario silenzioso
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            ﻿
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Nel mondo dello sport agonistico, la forza mentale è considerata un pilastro della prestazione ottimale. Ma cosa succede quando anche gli atleti più talentuosi si trovano a combattere contro un avversario invisibile? 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           La depressione
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           , spesso nascosta dietro sorrisi di circostanza e prestazioni impeccabili, può colpire anche i migliori, minando motivazione, concentrazione e qualità della vita.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
            
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           La pressione dell’agonista
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Gli atleti vivono sotto una pressione costante: 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           aspettative elevate
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           , 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           allenamenti incessanti
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           , 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           infortuni
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           , 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           paura del fallimento
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            e le
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           critiche
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            quando i risultati non arrivano. Questo cocktail di fattori può favorire l’insorgere di 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           sintomi depressivi
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           ,
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            spesso
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           sottovalutati
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            o 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           mascherati
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            da un’apparente resilienza. 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La mentalità del "non mollare mai" può avere dei costi molti elevati.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
            
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           Perché lo psicologo è fondamentale?
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           Lo psicologo dello sport
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            gioca un ruolo cruciale nel supportare gli atleti, non solo nella gestione della performance, ma anche nel loro benessere emotivo. 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Un intervento psicologico mirato può ai
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           utare a riconoscere i primi segnali della depressione, prevenendo il peggioramento della condizione, e a 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           costruire strategie di coping efficaci
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           ,
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            per affrontare la pressione e le difficoltà emotiv
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           e.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
            
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           Lo sport come risorsa e non come prigione
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Quando l’attività agonistica diventa l’unico metro di autovalutazione, il rischio di sviluppare difficoltà psicologiche aumenta. È fondamentale 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           e
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           ducare atleti e allenatori alla consapevolezza emotiva
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           , 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           normalizzando il supporto psicologico
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           come parte integrante della preparazione. 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
            
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Parlare di depressione nello sport significa aprire la strada a una mentalità più sana e sostenibile, perché il connubio persona/atleta, ha bisogno di vincere, ma anche di prendersi cura di sé.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/78b3a37d/dms3rep/multi/depressione+e+sport.jpg" length="51784" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Wed, 19 Mar 2025 07:37:06 GMT</pubDate>
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    </item>
    <item>
      <title>Puntare su obiettivi che competono oggi e costruiscono domani</title>
      <link>https://www.myselfsport.com/puntare-su-obiettivi-che-competono-oggi-e-costruiscono-domani</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           "Puntare  ad  obiettivi che competono oggi e costruiscono domani"
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Nel mondo dello sport, l'obiettivo più evidente è sempre il risultato. Dopo ogni gara, la domanda che sorge spontanea è: “Come è andata?” E, quasi sempre, la risposta si concentra su numeri e classifiche: “Abbiamo vinto”, “Sono arrivato primo”, oppure, con un tono più sconsolato, “Medaglia di legno”. Questi risultati tangibili diventano il nostro metro di giudizio, una scorciatoia per definire successi e fallimenti. Ma quante volte ci siamo sentiti ridotti a quel singolo numero, a quella posizione in classifica? E quante volte abbiamo confuso il nostro valore con il risultato? trova un titolo che abbia dentro il concetto o la parola obiettivi e che non parli di successo o prestazione ma di crescita e identità di atleta Ecco perché è fondamentale ampliare lo sguardo. Il risultato è importante, certo, ma non è tutto. Esistono obiettivi meno visibili, più sottili, ma altrettanto cruciali per la crescita di un atleta. Sono quegli obiettivi che lavorano dietro le quinte e che, alla fine, determinano non necessariamente una vittoria ma una trasformazione. 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           Risultati e Prestazione: Due Facce della Stessa Medaglia 
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            ﻿
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Gli 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           obiettivi di risultato
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
            
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           sono i più evidenti: tempi, punteggi, posizioni in classifica, medaglie. Sono concreti e misurabili. Ma hanno un limite: dipendono da fattori esterni, come gli avversari o le condizioni di gara. Se vinci, è un trionfo; se perdi, sembra che tutto l'impegno sia stato vano. Questa visione è rischiosa, perché lascia l’atleta alla mercé di variabili che non può controllare. 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Gli
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           obiettivi di prestazione
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           ,
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            invece, si concentrano sul "
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           come
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           ": la qualità del gesto, il miglioramento tecnico, la gestione mentale. Questi aspetti non sempre si traducono immediatamente in una medaglia, ma costruiscono le fondamenta per risultati duraturi. Sono obiettivi più interiori, individuali, che non dipendono dagli altri ma dalla propria capacità di crescere. Immagina un atleta che si focalizza solo sul risultato: potrebbe vincere una gara per fortuna, ma senza una solida base non riuscirà a ripetersi. Viceversa, lavorare solo sulla prestazione senza mai misurarsi con il risultato rischia di trasformarsi in un perfezionismo sterile. 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           L’Equilibrio tra Preparazione e Competizione
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La chiave è trovare un equilibrio tra i due tipi di obiettivi. Durante gli allenamenti, il focus dovrebbe essere sugli obiettivi di prestazione: migliorare la tecnica, gestire meglio il respiro, affinare la concentrazione. Ogni piccolo progresso conta, indipendentemente dal podio. In gara, invece, il risultato diventa centrale, ma senza dimenticare il processo che ti ha portato lì. 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Un atleta ossessionato solo dal risultato rischia di cadere in un vortice di ansia, dove ogni errore si trasforma in un fallimento. Al contrario, chi rimane concentrato sull’esecuzione – sul gesto, sulla calma, sulla gestione della pressione – trova nel risultato una naturale conseguenza del lavoro fatto. 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           Vincere Dentro: La Crescita Come Obiettivo
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
             Il vero successo non è solo una vittoria sul campo, ma anche la crescita interiore che la accompagna.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           “Vincere dentro”
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            significa darsi obiettivi che vanno oltre la classifica, lavorare su ciò che puoi controllare e riconoscere il valore di ogni passo avanti, grande o piccolo. Il risultato, in fondo, è solo la punta dell’iceberg: quello che conta davvero è tutto il lavoro che c'è sotto. 
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Quindi, la prossima volta che ti alleni o gareggi, chiediti non solo “Come è andata?”, ma anche: “Cosa ho imparato? Cosa ho migliorato?” Perché è lì che si costruisce il vero atleta. 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/78b3a37d/dms3rep/multi/pexels-photo-5149604.jpeg" length="226254" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Tue, 28 Jan 2025 17:31:32 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.myselfsport.com/puntare-su-obiettivi-che-competono-oggi-e-costruiscono-domani</guid>
      <g-custom:tags type="string">adrenalina,comunicazione efficace in campo,portiere,mental training allenatori,calmasottopressione,sovraccarico emotivo,focus,Allenatore consapevole,allenamento mentale per allenatori,la fisiologia del portiere,attivazione</g-custom:tags>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>"Il Ciclo di Allenamento”: Consapevolezza, Autonomia e Responsabilità</title>
      <link>https://www.myselfsport.com/il-ciclo-di-allenamento-consapevolezza-autonomia-e-responsabilita</link>
      <description>Le tre fasi del ciclo di allenamento funzionale. Dalla teoria alla pratica. 
AVVIO (3-5 minuti): Prima di iniziare l’allenamento, prenditi dai 3 ai 5 minuti per comunicare ai tuoi atleti che cosa farete oggi, questo presuppone che tu abbia chiari quali sono gli obiettivi dell’allenamento e come intendi raggiungerli.</description>
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           "Il Ciclo di Allenamento”: Consapevolezza, Autonomia e Responsabilità
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Prendo a prestito dalla Psicoterapia della Gestalt il concetto di 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           Ciclo di Contatto (Ciclo dell’Esperienza)
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           .
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            Secondo questo approccio, il Ciclo dell’Esperienza descrive un processo che tutti attraversiamo, in modo più o meno consapevole, quando viviamo un’esperienza significativa, memorabile e trasformativa. 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Questo ciclo 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           aiuta a comprendere come affrontiamo i nostri bisogni e desideri
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            ,
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           come e se li soddisfiamo e, infine, come attribuiamo un significato all’esperienza che abbiamo vissuto. Vediamo come questo processo si sviluppa in una situazione quotidiana, come ad esempio la decisione di incontrare un amico per una conversazione importante.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           MI prendo la libertà di riassumere, per facilità espositiva, le
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           fasi del Ciclo dell’Esperienza in tre momenti. 
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           Il “prima”
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           : 
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           si percepisce un bisogno o una sensazione che ci motiva ad agire. Immagina di sentire il desiderio di parlare con un amico, perché hai bisogno di condividere qualcosa che ti preoccupa o perché vuoi semplicemente passare del tempo con lui. In questo momento, riconosci un'esigenza emotiva o relazionale che ti porta a considerare un'azione, come chiamare quella persona.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           Il “durante”
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           : 
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           una volta che il bisogno è chiaro, entri nella fase che la Gestalt chiama del “contatto” in cui esplori attivamente la situazione e agisci per soddisfare il tuo bisogno. Nel caso dell'incontro con l’amico, questo potrebbe significare organizzare l’appuntamento, decidere cosa dire, ed essere pronto ad ascoltare e condividere. Il contatto implica un impegno reale con l'esperienza: ti trovi coinvolto nel momento, vivendo attivamente la relazione e l'interazione.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           Il “dopo”:
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
            
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           dopo l'incontro, arriva il momento della riflessione. Questa fase ti permette di valutare come è andato l’incontro: ti senti soddisfatto? Hai avuto l'opportunità di esprimere ciò che volevi dire? Ti sei sentito ascoltato e compreso? La riflessione post-contatto ti aiuta a dare un significato all’esperienza, a capire se ha soddisfatto il bisogno iniziale e a trarre insegnamenti per il futuro. Forse ti rendi conto che avresti voluto parlare di un argomento diverso, o che l’incontro ti ha fatto sentire più leggero e connesso. In ogni caso, la riflessione ti permette di fare un bilancio e di migliorare nella gestione delle tue relazioni future.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Quando il ciclo si sviluppa senza interruzioni, l’esperienza risulta essere completa e soddisfacente. Se, però, il processo viene interrotto, ad esempio, se non riconosci il tuo bisogno iniziale, non agisci per soddisfarlo o non rifletti sull’esperienza, potresti sentirti incompleto o insoddisfatto.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           Immagino che avrai provato la sensazione di aver lasciato a metà qualcosa!
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Essere consapevoli di ciò che vogliamo fare, di come lo facciamo, e di come valutiamo ciò che abbiamo vissuto è essenziale per vivere esperienze più piene e significative.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Il concetto di Ciclo dell’esperienza che abbiamo visto in psicoterapia della Gestalt si applica in modo molto simile anche al
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           Ciclo di allenamento, dove la consapevolezza, l’intenzione e la riflessione giocano un ruolo fondamentale
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            per ottimizzare i risultati e l’esperienza stessa. Sebbene non ci si aspetti che ogni allenamento sia trasformativo o memorabile, l'applicazione del Ciclo di Contatto nella programmazione dell’allenamento favorisce una connessione maggiore tra gli atleti e il processo. Questo, a sua volta, può aumentare la motivazione, migliorare la concentrazione e rendere l’esperienza più presente e coinvolgente.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           Quando gli atleti sono consapevoli del loro bisogno di miglioramento, del perché stanno facendo quello che fanno (l’intenzione), e hanno l’opportunità di riflettere sui progressi o sugli insuccessi, l'allenamento diventa non solo un atto meccanico, ma un processo che stimola il loro impegno emotivo e mentale.
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           Le tre fasi del ciclo di allenamento funzionale: dalla teoria alla pratica. 
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
            
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           AVVIO (3-5 minuti):
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
            
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Prima di iniziare l’allenamento, prenditi dai 3 ai 5 minuti per comunicare ai tuoi atleti che cosa farete oggi, questo presuppone che tu abbia chiari quali sono gli obiettivi dell’allenamento e come intendi raggiungerli. Rifletti se ti capita spesso di decidere all’ultimo cosa fare o se prepari e pianifichi la settimana di allenamento e quanto sei abituato a comunicarlo ai tuoi ragazzi. Puoi fare questo durante la loro fase di riscaldamento a terra, accertati di guardarli negli occhi e che loro di possano sentirti. 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Inoltre, mentre comunichi quello che farete puoi chiedere loro di riflettere su come si sentono fisicamente e mentalmente, utilizzando una scala di valutazione da 0 a 10 (ad esempio,
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           “quanto carichi vi sentite oggi?”
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           ). Questo aiuta gli atleti a prendere
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           consapevolezza del loro stato psicofisico
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           ,
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            facilitando una maggiore auto-regolazione durante la sessione.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
            
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           AZIONE:
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            Questa è la fase più tecnica, quella in cui l'esecuzione e l'applicazione delle competenze si fanno più evidenti, ed è qui che la tua esperienza e autorevolezza come allenatore giocano un ruolo fondamentale. E, se la fase preparatoria è stata ben strutturata, noterai che diventa più facile osservare e fornire feedback mirati. In particolare, grazie a quanto discusso precedentemente con gli atleti riguardo il loro livello di energia e i loro obiettivi, avrai una visione più chiara di come stanno affrontando l'allenamento. Potresti anche riscontrare un maggiore impegno da parte loro, con un'attenzione più focalizzata, una responsabilità crescente nel proprio processo e una maggiore autonomia nell'adattarsi alle sfide dell'allenamento.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           CHIUSURA: (7-10 minuti): 
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Una delle cose che ricordo maggiormente quando ero atleta era
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           la “fuga” a fine allenamento, compresa la mia!
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           . Dopo ogni sessione, era comune vedere molti correre via, senza fermarsi a riflettere sull’esperienza appena vissuta. Talvolta, si poteva avere un confronto individuale con l’allenatore, ma non 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           r
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           icordo l’abitudine di una chiusura collettiva, di un momento di sintesi in gruppo
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           . Questa riflessione finale, invece, l’ho imparata nei gruppi di terapia gestaltica, dove venivamo invitati, anche solo con una parola a testa o un breve momento di riflessione personale, a pensare a cosa ci portassimo via da quella giornata. Che cosa quella esperienza ci aveva lasciato. Che cosa avevamo scoperto di noi stessi, qualcosa di nuovo o di diverso. Un piccolo cambiamento, una consapevolezza che prima non c'era.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Sono consapevole che non tutti gli allenamenti abbiano lo stesso significato o la stessa intensità. Ogni sessione può essere vissuta in modo diverso, con alti e bassi, e dedicare qualche minuto al feedback finale è un modo per non lasciare andare perdute le piccole conquiste, le nuove consapevolezze, siano esse tecniche o emotive. Anche
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           una riflessione breve può contribuire a consolidare ciò che è stato appreso e a dare un senso più profondo all’esperienza
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           . Non solo i progressi tecnici, ma anche i momenti di difficoltà, che offrono altrettante occasioni di crescita e auto-compassione.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           Inoltre, sappiamo bene che la fase di stretching per i nostri muscoli è fondamentale.
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Non solo per prevenire infortuni, ma anche per favorire una buona ripresa fisica. Lo stretching aiuta a rilassare i muscoli e a riportare il corpo in uno stato di equilibrio dopo l'intensità dell'allenamento.  Usa questo momento per una riflessione collettiva alla fine dell'allenamento, come uno "
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           stretching" emotivo e mentale
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           (
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           in Gestalt la chiamiamo
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
            
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           Integrazione)
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           . 
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Dedicarvi anche solo pochi minuti può ottimizzare i benefici della sessione, permettendo a ciascun atleta di “stirare” le proprie emozioni, pensieri e sensazioni, lasciando andare eventuali tensioni e raccogliendo ciò che di positivo può essere portato nel futuro.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Un ciclo di allenamento funzionale, che integri consapevolezza fisica, mentale ed emotiva, porta a risultati superiori non solo dal punto di vista atletico, ma anche nella gestione della motivazione e nella responsabilizzazione degli atleti. La psicologia dello sport con un approccio gestaltico, che valorizza il momento presente e la percezione individuale, aiuta gli atleti a prendere coscienza del proprio corpo e della propria mente, favorendo una performance più equilibrata e consapevole.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/78b3a37d/dms3rep/multi/pexels-photo-262524.jpeg" length="379852" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Fri, 20 Dec 2024 11:38:06 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.myselfsport.com/il-ciclo-di-allenamento-consapevolezza-autonomia-e-responsabilita</guid>
      <g-custom:tags type="string">adrenalina,comunicazione efficace in campo,portiere,mental training allenatori,calmasottopressione,sovraccarico emotivo,focus,Allenatore consapevole,allenamento mentale per allenatori,la fisiologia del portiere,attivazione</g-custom:tags>
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        <media:description>thumbnail</media:description>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Le Abilità Mentali: Fondamenta per Ogni Atleta</title>
      <link>https://www.myselfsport.com/le-abilità-mentali-fondamento-per-ogni-atleta</link>
      <description>Le abilità mentali sono competenze che riguardano il modo in cui usiamo la nostra mente.</description>
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           Le Abilità Mentali: Fondamenta per Ogni Atleta
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Nel nostro lavoro con Myself, stiamo cercando di organizzare e strutturare le esperienze e le conoscenze. Partiamo dalle basi, con l’obiettivo di rendere i concetti di preparazione mentale chiari, pratici e facilmente accessibili, sia per gli atleti che per i colleghi.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Tuttavia, solo qualche mese dopo aver iniziato questo percorso, ci siamo accorti di aver trascurato proprio le fondamenta. È successo quando Pietro, un giovane ranista di 15 anni, durante il nostro secondo incontro, ci ha detto: "... forse non ho ben capito cosa sono queste Abilità Mentali di cui sento tanto parlare." Grazie a lui, abbiamo capito che era il momento di fare chiarezza.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           Cosa sono le Abilità Mentali?
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
           Le abilità mentali sono competenze che riguardano il modo in cui usiamo la nostra mente. Sono simili alle abilità fisiche e si concentrano su come pensiamo, ci focalizziamo, gestiamo le emozioni o prendiamo decisioni durante l’attività sportiva. 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
           Non abbiamo la pretesa di fare un elenco completo di tutte le abilità mentali, consapevoli della loro complessità e delle loro sfaccettature. Tuttavia, per noi di 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           Myself
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           , ci sono alcune abilità di base che riteniamo comuni e necessarie a tutti gli atleti, in modi diversi a seconda della disciplina.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           Consapevolezza:
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
            
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La madre di tutte le abilità
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
           La consapevolezza di se è la base di ogni percorso di preparazione mentale, sia individuale che di squadra. Conoscere te stesso, le tue reazioni, i tuoi punti di forza e di debolezza ti permettere di crescere, e non solo da un punto di vista sportivo.
            &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
           (Per approfondire, trovi un articolo intero sulla consapevolezza di sé nel nostro blog!)
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           Concentrazione e Focus:
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            Mantieni l'attenzione dove serve
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
           Il focus ti permette di rimanere concentrato su ciò che è importante, senza farti distrarre da pensieri esterni o emozioni interne. È un’abilità cruciale in ogni sport.
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
           Immagina di essere un surfista: devi leggere l’onda, sentire la tavola sotto i piedi e mantenere la calma mentre il mare si agita
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           Gestione Emotiva:
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            Mantieni l'equilibrio psicofisico
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
           Gestire le emozioni significa non lasciare che l'euforia o la frustrazione prendano il sopravvento, ma piuttosto essere in grado di riconoscere, comprendere e regolare le proprie emozioni in modo che non influenzino sia nel bene che nel male la performance e in generale i nostri comportamenti. 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Una buona dose di rabbia, ad esempio, può essere utile per reagire in modo deciso in un momento di difficoltà.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           Autostima e Autoefficacia:
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            Credere in sé per migliorare 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           L'autoefficacia è la convinzione di poter affrontare e superare le sfide. È la base dell’autostima, poiché il successo e la capacità di affrontare difficoltà rafforzano la percezione di sé.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           Visualizzazione Mentale:
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
            
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Tutto accade prima nella nostra mente
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
           Fin da bambini, ci immaginavamo come sarebbe andata una gara, una festa o un’interrogazione. Lo facevamo per prepararci emotivamente e cognitivamente. Per gli atleti, visualizzare una performance aiuta a ridurre l’ansia e rende la risposta più naturale quando l’evento accade realmente.
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
           Alcuni lo fanno spontaneamente, altri lo allenano attraverso tecniche specifiche
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           Dialogo Interno Positivo (Self-Talk):
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            Parla a te stesso con positività
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
           Il dialogo interno è la "voce" che ci parla nella mente. Un dialogo interno negativo può abbatterci, mentre un dialogo positivo ci sostiene nei momenti difficili. 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           Regolazione Arousal / Attivazione
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           : 
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Rimanere nel giusto stato psicofisico
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
           Gestire il livello di energia è fondamentale per una performance ottimale. Se fossi troppo rilassato, potresti non reagire abbastanza velocemente; se fossi troppo eccitato, potresti perdere la concentrazione. L’obiettivo è mantenere il giusto equilibrio, con energia alta e calma mentale.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Capire quali abilità mentali sono più utili nella tua disciplina e come ti supportano è fondamentale. Ognuno di noi ha punti di forza e aree da migliorare, e non esistono abilità "giuste" o "sbagliate", ma solo quelle che sono funzionali per te. Questo è il primo passo che facciamo insieme nel team 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           Myself
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           : aiutarti a conoscere te stesso. La forza mentale è il risultato di queste abilità e, proprio come te, deve essere unica, costruita su misura per le tue esigenze.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/78b3a37d/dms3rep/multi/pexels-photo-1078884.jpeg" length="334155" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Mon, 02 Dec 2024 10:44:25 GMT</pubDate>
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        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/78b3a37d/dms3rep/multi/pexels-photo-1078884.jpeg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>"Conoscere Se Stessi: Un Passo Fondamentale per Ogni Allenatore" Vi raccontiamo l’incontro con Federico</title>
      <link>https://www.myselfsport.com/conoscere-se-stessi-un-passo-fondamentale-per-ogni-allenatore-vi-raccontiamo-lincontro-con-federico</link>
      <description>"Scopri come Federico, allenatore di basket giovanile, ha migliorato la sua leadership e la gestione emotiva attraverso un processo di consapevolezza di sé, trasformando la sua comunicazione e le sue decisioni tattiche."</description>
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           "Conoscere Se Stessi: Un Passo Fondamentale per Ogni Allenatore"
           &#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            ﻿
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Nel mondo dello sport, la figura dell'allenatore è fondamentale non solo per insegnare tecnica e strategia, ma anche per ispirare e guidare gli atleti nel loro percorso di crescita personale. Come per gli atleti, anche per gli allenatori è essenziale sviluppare una consapevolezza profonda di se stessi per poter essere efficaci nel loro ruolo. Questo include una riflessione costante sul proprio funzionamento cognitivo, stato emotivo e stile comunicativo.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           L'incontro con Federico
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Federico ha 38 anni ed è l'allenatore di una squadra giovanile di basket, lavora con ragazzi tra i 15 e i 18 anni, un periodo cruciale sia per lo sviluppo personale che per quello sportivo. Durante il nostro primo incontro, Federico ci ha spiegato in modo diretto e semplice la sua necessità: "Nonostante la mia esperienza, ho notato che alcune delle mie decisioni tattiche non producono i risultati che mi aspetto. E poi ci sono le partite... quando la pressione sale, mi sento sopraffatto dalle emozioni."
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La sua sincerità ha subito creato un ambiente di fiducia. Federico ci ha spiegato che, in quei momenti critici, tende a reagire impulsivamente: "A volte grido ai ragazzi senza pensarci, e mi rendo conto che questo non aiuta nessuno." Essere consapevoli delle proprie debolezze e poterlo dire pur non essendo facile è la chiave per poter muovere al cambiamento. 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           Un pò di informazioni tecniche sul lavoro con Federico
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Insieme ai colloqui e alle osservazioni in campo abbiamo somministrato a Federico due questionari che ci hanno aiutato ad avere un quadro più chiaro e completo del suo modo di allenare. Questi strumenti ci hanno permesso di valutare il suo livello di introspezione e consapevolezza, offrendoci preziose indicazioni sul suo stile comunicativo all'interno della squadra.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/78b3a37d/dms3rep/multi/grafico1-myself.png" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Self-Reflection and Insight Scale (SRIS) - Grant, A. M., Franklin, J., &amp;amp; Langford, P. (2002)
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/78b3a37d/dms3rep/multi/grafico2-myself.png" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Liberamente tratto da “Il comportamento del mio Allenatore 2.0”
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Federico possiede un buon livello di coinvolgimento nella riflessione personale; tuttavia, ci sono ancora spazi per perfezionare il suo approccio. Dimostra un forte desiderio di comprendere meglio il proprio comportamento e le emozioni che emergono durante le partite, un tratto molto positivo per la sua crescita professionale. Nonostante questa volontà di riflettere, però, il test confermava quello che ci aveva raccontato quando ci siamo conosciuti, ovvero come in certi momenti Federico possa risultare confuso e incerto riguardo ai propri sentimenti e alle motivazioni dietro alcune sue azioni e di conseguenza poco capace di gestirsi.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            L’intervento con Federico non ha richiesto l’applicazione di tecniche di allenamento mentale complesse o lunghe. Come spesso accade anche nella pratica clinica, il processo di anamnesi, valutazione e profilazione dell'allenatore ovvero aver lavorato sulla
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           Consapevolezza di se
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            si è dimostrato un potente strumento trasformativo.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Abbiamo centrato il lavoro su ciò che definiamo
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           sostegno alla leadership
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            , concentrandoci su aspetti cruciali come la
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           comunicazione
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            , la
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           consapevolezza emotiva
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            e la
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           gestione delle emozioni
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           . Durante le sessioni, Federico ha iniziato, grazie ad un confronto non giudicante, a riflettere sui suoi comportamenti, acquisendo maggiore chiarezza sul modo in cui le sue reazioni influivano sulla squadra, soprattutto nei momenti di pressione.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/78b3a37d/dms3rep/multi/allenatore.jpeg" length="7484" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Thu, 21 Nov 2024 15:45:13 GMT</pubDate>
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      <g-custom:tags type="string">adrenalina,comunicazione efficace in campo,portiere,mental training allenatori,calmasottopressione,sovraccarico emotivo,focus,Allenatore consapevole,allenamento mentale per allenatori,la fisiologia del portiere,attivazione</g-custom:tags>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/78b3a37d/dms3rep/multi/allenatore.jpeg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/78b3a37d/dms3rep/multi/allenatore.jpeg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Fisiologia del Portiere: “Il colpo di Adrenalina”</title>
      <link>https://www.myselfsport.com/fisiologia-del-portiere-il-colpo-di-adrenalina</link>
      <description>Quando parliamo di fisiologia in questo contesto, ci riferiamo a come il corpo risponde a stimoli fisici e mentali.  La fisiologia di un portiere, è diversa rispetto da quella degli altri giocatori in campo, perché il corpo reagisce in modo unico durante i momenti di alta pressione.</description>
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           Fisiologia del Portiere: “Il colpo di Adrenalina”
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           Come gli stimoli fisici e mentali attivano la risposta ormonale del portiere durante il gioco.
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           Quando parliamo di fisiologia in questo contesto, ci riferiamo a come il corpo risponde a stimoli fisici e mentali.  La fisiologia di un portiere, è diversa rispetto da quella degli altri giocatori in campo, perché il corpo reagisce in modo unico durante i momenti di alta pressione. Quando è sotto stress, ad esempio in un rigore o quando l’azione di gioco si sposta rapidamente nella sua area, l’organismo produce una grande quantità di adrenalina, ma non solo: lavorano anche altri ormoni come il cortisolo, la dopamina e le endorfine. Questi ormoni aiutano il portiere ad essere più reattivo, migliorando temporaneamente la loro forza muscolare e i riflessi, ma se non gestisci bene, possono anche causare un sovraccarico emotivo. Mentre un giocatore di campo ha una risposta più costante e regolare, il portiere vive picchi di stress e momenti decisivi che richiedono una risposta fisiologica più intensa e mirata.
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           Cosa succede al corpo di un portiere nei momenti decisivi? 
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           Quando il gioco si fa duro, quando il tiro è potente e la pressione è altissima, cosa succede davvero nel corpo di un portiere? La risposta sta nella adrenalina.Questa sostanza chimica, che viene rilasciata dal corpo quando siamo sotto stress, può trasformarsi in un vero alleato. Ma se non viene gestita correttamente, può anche diventare un ostacolo. 
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           Cosa succede quando l’adrenalina entra in gioco?
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           Cuore che batte più velocemente: L'adrenalina aumenta la frequenza cardiaca, permettendo più sangue e ossigeno ai muscoli.
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           Aumento dei riflessi: L’adrenalina fa sì che i tuoi riflessi diventino più rapidi. Ecco perché riesci a reagire all'ultimo secondo, come quando tiri fuori una parata inaspettata. Ti senti concentrato, come se ogni movimento fosse più chiaro, più veloce.
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           ATTENZIONE! 
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           quando l’adrenalina è troppa, può anche sopraffarti. Questo è ciò che succede quando ti senti sopraffatto, ansioso o nervoso, e non riesci a concentrarti al meglio.
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           Cos’è il sovraccarico emotivo: OVERAROUSAL?
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           Se l'adrenalina è utile in piccole dosi, in troppa quantità può diventare dannosa. Ti è mai capitato di sentirti nervoso prima di una parata decisiva? Quel nervosismo può trasformarsi in un sovraccarico emotivo (un termine tecnico che descrive quando il nostro corpo è troppo "carico" di energia e ansia).
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           Quando accade, la tua mente può andare in tilt: potresti sentirti troppo agitato per prendere una decisione lucida o fare un movimento fluido. La tua energia non sarà più al servizio della parata, ma un peso che ti rallenta
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           .
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           Come faccio a sapere se sono "sovraccarico" di adrenalina?
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           Ecco qualche segnale che ti dice che potresti essere in sovraccarico emotivo:
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
            - Respiro corto o veloce.
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
            - Tensione muscolare: sentirai il corpo rigido, come se fosse difficile muoverti rapidamente.
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
            - Ansia crescente o pensieri confusi che ti impediscono di concentrarti sulla palla.
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           Come allenare la mente per gestire l’adrenalina?
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           La buona notizia è che l’adrenalina si può allenare! Non solo il corpo, ma anche la mente. Ecco alcuni esercizi pratici per allenare il tuo portiere interiore a sfruttare l'adrenalina al meglio. Quando ti senti sopraffatto, il primo passo è respirare. 
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           Esercizio: Respirazione profonda - "Calma la tempesta"
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           Respira in modo profondo per abbassare i livelli di adrenalina e riportare il corpo e la mente alla calma. Inspira profondamente dal naso, contando fino a 4. Tieni il respiro per 4 secondi. Poi espira lentamente dalla bocca contando fino a 6. Fai 3 cicli di respirazione in questo modo.
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           Perché funziona?
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
            Questo esercizio riduce la tensione e calma la tua mente. La respirazione controllata attiva il sistema parasimpatico, che abbassa il battito cardiaco e ti aiuta a ritrovare il focus. (Ne parlerò in altri articoli!).
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           Quando sei troppo calmo e rischi di scivolare fuori dal gioco: IPOAROUSAL?
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           Non tutti i portieri sperimentano un’eccitazione eccessiva. Alcuni possono soffrire dell’opposto: l’ipoarousal. In pratica, è quella condizione in cui sei troppo calmo o poco attivato, soprattutto se trascorri troppo tempo senza essere chiamato in causa, come durante i lunghi periodi di inattività in partita.
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           Il corpo e la mente sono sotto-stimolati, e questo può portare a una ridotta reattività o addirittura alla perdita di concentrazione. Magari ti senti come se “non fossi nel gioco” o ti manca l’energia per reagire prontamente quando è davvero il tuo momento.
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           Cosa succede quando sei in ipoarousal?
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
            - Ti senti distaccato dal gioco, come se fossi in “stand-by”.
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
            - La tua concentrazione potrebbe calare, e potresti faticare a mantenere il focus.
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
            - Inizialmente ti sembra di non essere coinvolto, ma quando arriva il momento decisivo (come un tiro improvviso) puoi reagire più lentamente o in modo poco preciso.
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           Come allenare la mente per gestire l’ipoarousal?
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           Per contrastare l'ipoarousal e mantenere alta l'attivazione mentale, puoi utilizzare alcune tecniche pratiche che ti aiutano a rimanere concentrato, anche quando non sei direttamente coinvolto nel gioco.
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           Ecco alcune strategie efficaci:
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           Stimolazione Sensoriale :
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           L'uso di stimoli esterni può essere molto utile per "riportarti dentro" la partita, anche nei momenti in cui non sei direttamente in azione.
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           Linguaggio Corporeo e Vocale: 
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           Pa
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           rla ai difensori, dai indicazioni o semplicemente incoraggiarli  ti obbliga a restare mentalmente presente e attivo. Questo tipo di comunicazione aiuta a mantenere il focus sul gioco e a non perdere la concentrazione.
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           Gestire l’Energia con il Corpo
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           : Anche se non è richiesta un'azione immediata, puoi muoverti continuamente. Cambiare posizione, fare piccoli aggiustamenti nel  posizionamento, o semplicemente spostarsi nello spazio di gioco, mantiene fisicamente coinvolti. Ogni movimento fisico aumenta la consapevolezza e riduce la sensazione di essere "fuori dal gioco".
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           Tecnica del "Ping-Pong" Mentale
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           Un altro metodo per rimanere concentrati durante i periodi di inattività è il "Ping-Pong Mentale". Immagina la partita come una continua partita di ping-pong, dove la palla è sempre in movimento. Ogni passaggio, anche se non ti riguarda direttamente, diventa un’opportunità per rimanere attivo mentalmente.
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           Segui la Palla:
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
            Ogni volta che la palla passa da un avversario all'altro, conta mentalmente il passaggio. Ogni "scambio" ti aiuta a mantenere la concentrazione, come se fossi parte attiva del gioco. Per esempio, "uno, due, tre…" Ogni passaggio ti tiene mentalmente all’interno dell'azione, anche quando la palla è lontana da te.
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           Prevedi i Possibili Percorsi di Gioco: 
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           Immagina come la palla potrebbe muoversi nella prossima frazione di gioco. Visualizza mentalmente le traiettorie e pensa a come l’azione si evolverà. Ad esempio: "Se l'attaccante fa un passaggio filtrante, la palla arriverà tra i difensori e devo essere pronto a uscire." Questo ti aiuta a mantenere il focus e a essere pronto ad agire, anche quando non sei fisicamente coinvolto nel gioco.
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           Conclusione: La Consapevolezza del Portiere
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           A differenza degli altri giocatori in campo, il portiere affronta picchi di adrenalina intensi e momenti di inattività che richiedono una gestione diversa. Mentre i giocatori di campo sono continuamente coinvolti nell'azione, il portiere deve affrontare l'isolamento e il rischio di scivolare in uno stato di ipoarousal, o al contrario, di essere sopraffatto dall'adrenalina in momenti decisivi.
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           Essere consapevoli di questa differenza fisiologica è cruciale per il portiere. Solo comprendendo le proprie risposte fisiche e psicologiche, il portiere può allenarsi per gestire meglio lo stress e l’attivazione mentale, trasformando ogni picco di adrenalina in un’opportunità. Un portiere che sa come regolare la propria energia emotiva e fisica sarà più lucido, reattivo e pronto a rispondere, anche nei momenti di maggiore pressione.
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/78b3a37d/dms3rep/multi/matty-7caf132a.jpeg" length="75258" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Sat, 16 Nov 2024 15:13:09 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.myselfsport.com/fisiologia-del-portiere-il-colpo-di-adrenalina</guid>
      <g-custom:tags type="string">portiere,calmasottopressione,sovraccarico emotivo,focus,la fisiologia del portiere,attivazione,adrenalina</g-custom:tags>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/78b3a37d/dms3rep/multi/matty-7caf132a.jpeg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/78b3a37d/dms3rep/multi/matty-7caf132a.jpeg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Il potere del linguaggio: "Ma" e "Però" come Barriere da Superare</title>
      <link>https://www.myselfsport.com/il-potere-del-linguaggio-ma-e-pero-come-barriere-da-superare</link>
      <description>Come ci parliamo delle nostre esperienze sportive? 

Questo interrogativo merita attenzione, perché il linguaggio che usiamo può influenzare profondamente la nostra performance e il nostro benessere mentale.</description>
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h3&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Descriviti come atleta: che tipo di atleta sei? quali sono le tue caratteristiche? quale è il tuo talento? cosa ti spinge ad allenarti? ...
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Come ci parliamo delle nostre esperienze sportive? 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Questo interrogativo merita attenzione, perché il linguaggio che usiamo può influenzare profondamente la nostra performance e il nostro benessere mentale. In particolare, l'uso delle congiunzioni avversative come
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           "ma" e "però"
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            può alterare il significato delle nostre esperienze, portandoci a percepire i nostri successi e insuccessi in modo distorto.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Pensiamo a un atleta di scherma che, dopo un incontro, dice:
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            "Ho fatto un buon assalto, ma ho perso il match."
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           In questo caso, l'attenzione si concentra sulla sconfitta, trascurando l'importanza del buon assalto e delle tecniche apprese durante il combattimento. 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Come potremmo riformulare questa affermazione per integrare entrambe le esperienze? 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Un approccio più positivo sarebbe: 
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            “Ho fatto un buon assalto, ho perso e ho imparato molto”
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Così facendo, riconosciamo il valore dell'esperienza complessiva, senza ridurla a un singolo errore.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           È fondamentale porre attenzione e gentilezza nel nostro linguaggio. Ci siamo mai chiesti come accogliere, riconoscere e accettare i nostri errori possa influenzare il nostro percorso sportivo? Accettare gli errori come parte della crescita è essenziale per sviluppare una mentalità aperta e resiliente. Gli atleti che integrano queste esperienze nella loro narrazione tendono a migliorare non solo nella performance, ma anche nel loro benessere psicologico.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Nel libro “Psicoterapia Integrata, fasi del processo e analisi linguistica del colloquio” gli autori Elena Gigante e Francesco Mercadante analizzando il linguaggio avversativo sottolineano come queste strutture linguistiche possano influenzare la nostra percezione degli eventi. Quali messaggi stiamo trasmettendo a noi stessi attraverso le parole che scegliamo? Secondo Gigante-Mercadante, l'uso di congiunzioni avversative può creare divisioni nel nostro modo di pensare, impedendoci di vedere il quadro completo. 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Come possiamo costruire una narrativa più positiva? 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Jerome Bruner ci ricorda che il significato attribuito agli eventi è cruciale per la nostra storia personale. Accogliere gli errori come parte integrante della nostra esperienza sportiva arricchisce la nostra storia, rendendoci non solo atleti migliori, ma anche individui più completi e consapevoli.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il modo in cui comunichiamo le nostre esperienze sportive ha un impatto significativo sulla nostra crescita personale e sulle nostre prestazioni. È tempo di riflettere su come parliamo di noi stessi e dei nostri percorsi, accogliendo ogni aspetto delle nostre esperienze. Ogni errore è un passo verso il miglioramento e la piena realizzazione delle nostre potenzialità.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Vi siete mai chiesti quanto il vostro linguaggio possa influenzare il vostro stato d'animo?
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           ESERCIZIO:
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
             sostituite un "ma" o un "però" nelle vostre frasi
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           e osservate quanto spesso ricorre questa struttura nel vostro linguaggio. Notate come cambia il significato della vostra affermazione e come questo possa influenzare la vostra percezione delle esperienze. Iniziate a usare un linguaggio che integri, anziché dividere, e scoprite il potere trasformativo che può avere sulla vostra vita sportiva
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Bibliografia
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;ol&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Gigante, Elena e Mercadante, Francesco. Psicoterapia Integrata: Fasi del Processo e Analisi Linguistica del Colloquio. [QeD], [2024].
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Bruner, Jerome. Acts of Meaning. Harvard University Press, 1990.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Dweck, Carol. Mindset: The New Psychology of Success. Random House, 2006.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Goleman, Daniel. Intelligenza Emotiva: Che Cos'è e Perché Può Renderci Felici. Mondadori, 1995.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Seligman, Martin. Flourish: A Visionary New Understanding of Happiness and Well-Being. Free Press, 2011.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
  &lt;/ol&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/78b3a37d/dms3rep/multi/pexels-photo-695571.jpeg" length="97531" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Mon, 04 Nov 2024 09:24:48 GMT</pubDate>
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      <g-custom:tags type="string">Dialogo interno,prestazione,linguaggio e sport,"psicologia dello sport",abbracciare gli errori</g-custom:tags>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/78b3a37d/dms3rep/multi/pexels-photo-695571.jpeg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Il trauma psicologico e lo sport agonistico: Quando la forza interiore è messa alla prova</title>
      <link>https://www.myselfsport.com/copia-di-ritorno-al-gioco-la-sfida-del-recupero-psicologico-dopo-un-infortunio</link>
      <description>Nel mondo dello sport, siamo abituati a vedere atleti che sfidano i propri limiti fisici, gareggiando grazie ad una combinazione di forza, agilità e determinazione che sembra quasi inumana.</description>
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il trauma psicologico e lo sport agonistico: Quando la forza interiore è messa alla prova
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Nel mondo dello sport, siamo abituati a vedere atleti che sfidano i propri limiti fisici, gareggiando grazie ad una combinazione di forza, agilità e determinazione che sembra quasi inumana. Ma sotto la superficie di prestazioni mozzafiato e vittorie, si nasconde spesso un elemento invisibile che può minare la loro determinazione, il trauma psicologico.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Cos’è il trauma psicologico?
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           In psicologia, il trauma è una risposta emotiva ad un evento particolarmente intenso che viene percepito come minaccioso, doloroso, o troppo grande da affrontare. Non è solo l’evento in sé a lasciare il segno, ma anche come il nostro cervello e corpo reagiscono ad esso. 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Secondo recenti ricerche scientifiche, il trauma si verifica quando l'individuo non riesce a integrare e rielaborare l'esperienza vissuta. Per tale motivo, questo “stato psicologico”, può portare ad una serie di sintomi, come ansia, depressione, difficoltà di concentrazione o addirittura ad una sensazione di distacco dalla realtà. 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Correlazione tra il trauma e lo sport
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Perché il trauma psicologico è così comune nel mondo dello sport agonistico? 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La risposta risiede nel mix esplosivo di aspettative elevate, sacrifici personali e rischi fisici che gli atleti affrontano costantemente.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Nel contesto sportivo, questi traumi possono essere il risultato di pressioni esterne (come le aspettative esagerate da parte di allenatori o famiglia), infortuni fisici, sconfitte particolarmente difficili o esperienze di stress intenso e prolungato. Il trauma psicologico non si limita ad episodi di crisi evidenti, ma si insinua nell’autostima e nelle prestazioni, influenzando negativamente l’atleta giorno dopo giorno.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Gli effetti del trauma sulla performance sportiva
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Gli atleti con traumi psicologici spesso manifestano sintomi psichici e fisici che interferiscono con le loro prestazioni. Possiamo riscontrare la perdita di concentrazione, dovuta al fatto che la mente torna continuamente all’evento traumatico, riducendo la capacità di focalizzarsi sul momento presente. Oppure, a sintomi fisici come la stanchezza cronica e la mancanza di energia. Inoltre, il trauma non trattato può portare ad una spirale discendente. L’atleta potrebbe iniziare a dubitare delle proprie capacità, sino ad arrivare ad allontanarsi dal proprio sport.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            ﻿
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Affrontare il trauma non è solo una questione di forza
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il trauma psicologico nello sport non è una "debolezza mentale" da superare con la sola forza di volontà, ma una sfida che richiede supporto e comprensione. Per gli atleti, riconoscere e trattare il proprio trauma, è il primo passo verso una prestazione più sana e una vita emotiva più stabile.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/78b3a37d/dms3rep/multi/85531258_lel.jpg" length="588537" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Sun, 03 Nov 2024 06:40:09 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.myselfsport.com/copia-di-ritorno-al-gioco-la-sfida-del-recupero-psicologico-dopo-un-infortunio</guid>
      <g-custom:tags type="string">forza interiore,paura di giocare,trauma sportivo,dolore e paura,sostegno,infortunio</g-custom:tags>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/78b3a37d/dms3rep/multi/85531258_lel.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/78b3a37d/dms3rep/multi/85531258_lel.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Ritorno al Gioco: la sfida del recupero psicologico dopo un infortunio</title>
      <link>https://www.myselfsport.com/return-to-play</link>
      <description>Gli infortuni rappresentano una fase inevitabile nella carriera di ogni atleta, costituendo un ostacolo che può trasformare radicalmente il proprio percorso.</description>
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h3&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Ritorno al Gioco: la sfida del recupero psicologico dopo un infortunio.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Gli infortuni rappresentano una fase inevitabile nella carriera di ogni atleta, costituendo un ostacolo che può trasformare radicalmente il proprio percorso. Sebbene il dolore fisico e la riabilitazione siano aspetti evidenti e misurabili, il recupero psicologico è un aspetto spesso sottovalutato, ma essenziale per un efficace ritorno in campo.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Qual è l'impatto dell’infortunio sull’atleta?
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Quando parliamo di un infortunio, non ci limitiamo a considerare solo il danno fisico. L'impatto va ben oltre: coinvolge emozioni, pensieri e la fiducia in se stessi. Le risposte cognitive ed emotive non sono solo reazioni passeggere, ma influenzano direttamente la guarigione fisiologica. 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Che cos’è il “return to play”?
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il concetto di "return to play" indica il momento in cui un atleta, dopo un infortunio, è in grado di riprendere le attività sportive al livello precedente all'evento traumatico. È fondamentale notare che la guarigione fisica e quella psicologica non procedono di pari passo; frequentemente, gli atleti ritornano alla competizione quando il recupero fisico è completato, mentre il recupero mentale può richiedere ancora del tempo.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Comprendere la complessità dell'esperienza vissuta è essenziale per un recupero più efficace. In questo contesto, il recupero psicologico implica l'analisi di fattori soggettivi, quali: paura del dolore, paura di muoversi, preoccupazione per una possibile recidiva.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Conosci i fattori dell’unicità dell’atleta?
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Un elemento fondamentale da tenere in considerazione è quanto un atleta si identifica con il proprio ruolo e il bisogno di ricevere riconoscimenti in quanto sportivo attivo. Questo legame prende forma nell' “identità atletica”. Durante la carriera, questo aspetto tende a crescere, ma può subire un brusco calo dopo un infortunio. 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La potenziale crisi identitaria, che coinvolge non solo l'atleta ma anche l'individuo nella sua totalità, può generare una vasta gamma di risposte emotive, spaziando dalla frustrazione alla tristezza, fino alla depressione. Queste reazioni sono mediate da una serie di fattori sia personali che situazionali, evidenziando l'unicità del percorso di recupero da un infortunio.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Una proposta d’intervento
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           È chiaro che lo sport agonistico vada ben oltre la semplice competizione fisica. Gli atleti affrontano non solo la sfida degli infortuni, ma anche le difficoltà psicologiche e sociali che ne derivano. 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il modello bio-psico-sociale offre un approccio innovativo alla gestione degli infortuni sportivi. Questo modello mette al centro l'atleta come persona, non solo come corpo da guarire, valorizzando ogni aspetto del suo percorso di riabilitazione.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Conclusioni
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Nello sport agonistico, l'adozione di tale approccio richiede un cambiamento culturale e organizzativo. È necessario integrare professionisti della salute fisica e mentale all'interno del team di supporto dell'atleta, garantendo un'assistenza completa che affronti tutti gli aspetti del recupero. Investire nelle risorse e nell'educazione necessarie per implementare questo approccio può portare a miglioramenti significativi nella salute e nelle prestazioni degli atleti, contribuendo così a creare un ambiente sportivo più sano e sostenibile.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/78b3a37d/dms3rep/multi/81968901_lel.jpg" length="353823" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Mon, 28 Oct 2024 08:44:33 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.myselfsport.com/return-to-play</guid>
      <g-custom:tags type="string">paura di giocare,recupero psicologico dopo infortunio,return to play,dolore e paura,infortunio</g-custom:tags>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/78b3a37d/dms3rep/multi/81968901_lel.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/78b3a37d/dms3rep/multi/81968901_lel.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Paura di Vincere: Quando il Successo Diventa un Ostacolo</title>
      <link>https://www.myselfsport.com/copia-di-paura-di-vincere-quando-il-successo-diventa-un-ostacolo</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La Paura di Vincere: Quando il Successo Diventa un Ostacolo
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La "nikefobia", che deriva dal greco "nike" (vittoria) e "phobos" (paura), è la paura di vincere. Questo fenomeno si manifesta spesso nel mondo dello sport, ma può comparire in qualsiasi situazione competitiva, come al lavoro o negli studi. Chi ne soffre tende a evitare inconsciamente il successo, anche quando ha le capacità per ottenerlo, e questo porta a una sorta di "auto-sabotaggio."
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Perché Abbiamo Paura di Vincere?
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Ci possono essere diverse ragioni dietro la paura di vincere. Ad esempio, un atleta potrebbe sentirsi sotto pressione per dimostrare il proprio valore ad allenatori, amici o familiari. La paura nasce dal timore di non riuscire a soddisfare le aspettative, causando ansia e incertezza. In altri casi, una persona può temere che, vincendo, dovrà mantenere lo stesso livello di prestazioni anche in futuro. Questo significa affrontare sfide sempre più difficili e il rischio di deludere se le cose non andranno bene. Alcuni si chiedono: "E se vinco questa volta e poi non ci riesco più?" Questo dubbio può bloccare l'espressione delle proprie potenzialità.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Un altro aspetto è legato a chi vince improvvisamente, senza esserselo aspettato. In queste situazioni, il successo può destabilizzare, portando la persona a comportarsi in modo tale da tornare alla sua vecchia vita, più sicura e prevedibile.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           L'Auto-Sabotaggio e l'Immagine di Sé
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La paura di vincere è spesso collegata a come una persona vede se stessa. Come spiega lo psicoterapeuta Raffaele Morelli, chi ne soffre non si percepisce mai completamente realizzato o sicuro delle proprie capacità. Vincere significa riconoscere il proprio valore e accettare nuove responsabilità, ma questo può fare paura. Una domanda utile da porsi è: "Quali paure mi impediscono di accettare il successo?" Riflettere su questo può aiutare a capire se ci sono convinzioni limitanti che spingono verso l'auto-sabotaggio, come la paura del giudizio o la sensazione di non essere all’altezza.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Superare la Paura di Vincere
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Per vincere la paura di vincere è importante esplorare le proprie emozioni e accettare che il cambiamento fa parte della crescita. Potremmo chiederci: "Qual è il peggio che potrebbe succedere se avessi successo?" Capire che spesso ciò che ci spaventa è più immaginario che reale può essere un primo passo per uscire dal blocco.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La citazione di Marianne Williamson ci invita a riflettere su questo: "La nostra più grande paura non è di essere inadeguati, ma di essere potenti oltre ogni misura." In altre parole, dobbiamo imparare a permetterci di brillare e a non sminuire il nostro potenziale per adattarci a un'idea di noi stessi che non ci rappresenta davvero.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Bibliografia
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;ul&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Morelli, Raffaele. Il potere di cambiare – Sviluppa il concetto di auto-sabotaggio e di come affrontare le paure inconsce.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Williamson, Marianne. A Return to Love: Reflections on the Principles of "A Course in Miracles" – Contiene il famoso passaggio sulla paura di essere potenti oltre misura.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Giannini, Marco. Lo psicologo dello sport – Approfondisce le dinamiche psicologiche che influenzano le prestazioni sportive.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
  &lt;/ul&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/78b3a37d/dms3rep/multi/nike+fobia+2.jpeg" length="9881" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Thu, 24 Oct 2024 14:19:03 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.myselfsport.com/copia-di-paura-di-vincere-quando-il-successo-diventa-un-ostacolo</guid>
      <g-custom:tags type="string">"NIKEFOBIA" "paura di vincere"</g-custom:tags>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/78b3a37d/dms3rep/multi/nike+fobia+2.jpeg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/78b3a37d/dms3rep/multi/nike+fobia+2.jpeg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Consapevolezza Sportiva: La Chiave per Conoscere Se Stessi e Raggiungere il Successo</title>
      <link>https://www.myselfsport.com/copia-di-consapevolezza-sportiva-la-chiave-per-conoscere-se-stessi-e-raggiungere-il-successo</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h3&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Descriviti come atleta: che tipo di atleta sei? quali sono le tue caratteristiche? quale è il tuo talento? cosa ti spinge ad allenarti? ...
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Queste domande fondamentali guidano ogni sportivo in un percorso di consapevolezza che va oltre la semplice concentrazione sul presente. Tuttavia, oggi molti atleti non si fermano a riflettere su sé stessi, spesso spinti da motivazioni esterne, come le aspettative di genitori e allenatori o la ricerca di riconoscimenti. Questo può portarli a operare "in automatico" e rischiare di perdere di vista il loro vero potenziale.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;h3&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Consapevolezza Sportiva: Il Viaggio per Conoscere Te Stesso
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h3&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Ti sei mai chiesto cosa ti spinge davvero a dare il massimo nello sport? È il desiderio di successo, la ricerca del riconoscimento o la volontà di migliorarti ogni giorno?La consapevolezza sportiva è un percorso di conoscenza di sé, un viaggio che porta l'atleta a esplorare abilità, punti di forza, debolezze e a capire come questi elementi influenzino la performance. Il primo passo per migliorare? Conoscersi davvero.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Scopriamo insieme i tre pilastri della consapevolezza sportiva:
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            emotiva, corporea e cognitiva.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;h3&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Consapevolezza Emotiva: Le Tue Emozioni Come Alleate
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h3&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Le emozioni sono parte integrante dell'esperienza sportiva. La consapevolezza emotiva significa saper riconoscere e gestire le emozioni senza giudicarle, trasformandole in un'arma per migliorare la performance. Dare un nome alle emozioni e comprenderne l’impatto ti aiuta a rimanere concentrato anche nelle situazioni più difficili.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Consiglio pratico:
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Dopo ogni allenamento o gara, dedicati qualche minuto per riflettere sulle emozioni che hai provato. Chiediti: "Cosa ho sentito durante i momenti critici? Come ha influenzato la mia prestazione?" Questo ti aiuterà a diventare più consapevole del tuo stato emotivo e a sfruttarlo a tuo vantaggio.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;h3&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Consapevolezza Corporea: Ascolta il Tuo Corpo per Migliorare
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h3&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Anche il corpo "parla", e saperne riconoscere i segnali è essenziale. La consapevolezza corporea ti aiuta a percepire la tensione muscolare, la fatica e altri sintomi fisici che potrebbero influenzare le tue prestazioni. Questo è particolarmente importante per molti giovani atleti che, soprattutto dopo la pandemia, faticano a riconoscere le proprie sensazioni corporee, rischiando di desensibilizzarsi agli allenamenti e alle competizioni. Pensa a un maratoneta che riconosce l'affaticamento al decimo chilometro. Essere consapevole del proprio corpo gli permette di adattare la strategia di corsa e di gestire le energie fino alla fine.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Consiglio pratico: 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Durante gli allenamenti, prenditi qualche momento per ascoltare il tuo corpo. Osserva se ci sono tensioni muscolari, sensazioni di stanchezza o altre reazioni fisiche. Fai una pausa, rilassati e riprendi consapevolmente.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;h3&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Consapevolezza Cognitiva: Ottimizza il Tuo Potenziale Mentale
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h3&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Oltre al corpo e alle emozioni, anche la mente gioca un ruolo cruciale. La consapevolezza cognitiva riguarda la conoscenza dei processi mentali come memoria, ragionamento, pianificazione e attenzione. Gestire l’attenzione in base alle richieste specifiche dello sport ti aiuta a concentrarti sugli elementi più importanti di una gara o di un allenamento.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Consiglio pratico:
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Fai un breve test di autovalutazione del tuo stile attentivo durante l'allenamento. Chiediti: "Tendo a concentrarmi sui dettagli specifici o sull'intero contesto?" Oppure, "La mia attenzione rimane costante o varia nel tempo?" Questo ti aiuterà a comprendere meglio come presti attenzione e a identificare eventuali aree su cui lavorare per migliorare la tua concentrazione e adattarla alle esigenze specifiche del tuo sport.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;h3&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La Connessione tra Corpo e Mente: Un Elemento Fondamentale
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h3&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Le emozioni si manifestano nel corpo, e un atleta capace di ascoltare queste sensazioni può gestire meglio il proprio stato mentale. Pensa ad un tennista che, percependo il battito cardiaco accelerato, riconosce l’ansia e utilizza tecniche di respirazione per ritrovare la calma. La connessione tra corpo e mente è un'abilità fondamentale per ottimizzare le prestazioni e migliorare la resilienza
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Nel team di MYSELF, crediamo che la consapevolezza sportiva sia la base per il successo e aiutiamo gli atleti a esplorare le proprie capacità, valorizzando le esperienze. Attraverso strumenti come test psicologici, colloqui individuali e osservazioni in campo, li guidiamo verso una maggiore introspezione, fornendo le fondamenta su cui costruire il loro percorso di crescita, sia personale che sportivo. Tutto questo è reso possibile grazie al nostro strumento pratico e innovativo:
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            il "PROFILO dell'ATLETA".
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Scopri chi sei davvero e valorizza al meglio le tue capacità con un percorso su misura per la tua crescita sportiva e personale.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
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      <pubDate>Sat, 19 Oct 2024 06:59:56 GMT</pubDate>
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